Un pensiero è solo un pensiero, non può far male. Un ricordo si, se glielo permetti.

 

Agosto, col bene che ti voglio…

C’è una cosa che mi disturba fortemente: le vacanze estive. Datemi Natale, Santo Stefano, Capodanno, Pasqua e Lunedì dell’Angelo e ci posso ancora stare. Ma le vacanze estive no. Tutto il mio essere si ribella. Più si avvicinano e più divento agitata, irrequieta, aggressiva. La verità è che le vacanze estive mi deprimono. “Quando parti?”. Non lo so e non lo voglio sapere. Evito proprio di pensarci. Le vacanze estive, per me, sono l’emblema della frustrazione. Dopo un anno di lavoro, di impegni, di sbattimento a destra e sinistra per le cose più disparate, arriva il nulla. “Dove vai in vacanza?”. A ‘fanculo, se mi ci mandano. Non posso permettermi una vacanza degna di questo nome, ovvero un paio di giorni a non fare niente da qualche parte. E se anche potessi permettermela, non saprei con chi. Le mie vacanze consistono nel ritorno a casa, dalla mia famiglia. E per quanto mi piaccia stare con loro, due settimane sono sempre troppo lunghe. Ognuno ha le sue cose da fare, i suoi impegni. E io ho sempre la sensazione che qualcosa rimanga a metà. Dopo i primi giorni, cado in una terribile apatia. Mi sembra tutto piatto e uguale. Mia madre comincia a propormi cose da fare, uscite, posti da vedere. Ma io non ne ho voglia. Inizio a trascinarmi. Scalza, passo da una stanza all’altra. Tocco oggetti, sfoglio libri, apro mobili, riguardo foto. Mi siedo a terra, in un angolo, e penso. E spesso finisco sul letto, un libro in mano. E mia madre inizia a insistere. Propone sempre nuove cose, sempre più numerose. Credo di farle quasi pena. E mi innervosisco. Perché nessuna di quelle cose è quello che vorrei. A volte guardo i suoi occhi e mi sembra di vederci del dispiacere galleggiare dentro. Non lo so se mi vede davvero, se davvero capisce quello che provo. Se il suo dispiacere è per me o per lei. Ma va bene così. Chiudo gli occhi. Vorrei solo una cosa, semplice eppure così complicata. E no, non la scriverò. Non è ancora arrivato il momento di iniziare a trascinarmi.