Un pensiero è solo un pensiero, non può far male. Un ricordo si, se glielo permetti.

 

S’il vous plaît

L’altro giorno ero con delle colleghe. Ci siamo incontrate per caso all’uscita della metro, dirette nello stesso posto. Ci siamo incamminate, chiacchierando del più e del meno. Io sono una persona abbastanza solitaria. Non cerco la compagnia a tutti i costi e, lo ammetto, qualche volta ho fatto finta di non vedere alcune persone per non camminarci insieme. Preferisco camminare sola,  in compagnia dei miei piedi, di un po’ di musica e riempiendomi gli occhi di mondo. Tutt’al più, leggendo un libro. Quando non devo attraversare la strada, ovvio. Ma l’altro giorno mi ha fatto un po’ piacere. Ero in uno stato d’animo abbastanza tranquillo e spensierato. Mentre parlavamo, non ricordo più di quale argomento, ho detto che mi trovo in un cul de sac. Sono scoppiate tutte a ridere. Devo averle guardate con un’espressione tra l’idiota e il basito. E con un enorme punto interrogativo sul viso. “Ma piantala! Non puoi essere sempre volgare!”. Mi sono guardata un attimo la punta delle scarpe. È vero, uso parolacce e intercalari poco ortodossi. Ma gliel’ho detto. “E dai, cazzo. Questo era francese”. Sono rimaste un attimo perplesse, tutte e tre. “E tu quando l’avresti studiato il francese?”. E di nuovo tutte a ridere. Ok. Come pagliaccio inconsapevole avrei avuto una carriera splendida. Ho continuato a camminare, in silenzio, guardandomi di nuova la punta delle scarpe. Otto anni di studio della lingua francese. Devo ricomprare le scarpe.

  1. concettamobili ha detto: Stronze.
  2. alchemico ha rebloggato questo post da queenofgodless
  3. soggetti-smarriti ha detto: Che si fottano, sei sempre numero uno, con in bocca i francesismi o quell’altra cosa che mi piace meno ;)
  4. postato da queenofgodless