Un pensiero è solo un pensiero, non può far male. Un ricordo si, se glielo permetti.
Catching Elephant is a theme by Andy Taylor
È tutta la mattina che penso all’arte. È normale, visto che mi sono svegliata ripetendomi in mente un pezzo dell’Amleto in lingua originale. Mi piacerebbe dedicarmi a una qualche forma d’arte. Creare per essere, in qualche modo, creati. Ma ci vuole tempo e io non ce l’ho. E così mi sono ritrovata a pensare alla persona che sono. Io sono quella che la sera torna a casa guardando le stelle, col naso all’insù. Non posso farne a meno. E sento sempre i brividi davanti a quella meraviglia. Sono quella che guarda il mare e si chiede dove finisce tutto quell’immenso. E lo so dove finisce. Sono quella che guarda le persone e inventa storie, crea sogni, coglie emozioni. Sono quella che spalanca gli occhi, in preda alla meraviglia, quando vede per strada un istrice. L’avete mai visto un istrice dal vivo? È enorme. Sono quella che si sveglia e trova un sms sul cellulare che inizia con “Buongiorno principessa!” e sorride. Ché certi pensieri aprono il cuore e fanno tenerezza, soprattutto quando arrivano da una donna. Sono quella che crea e disfa la sua vita e i suoi sogni ogni giorno, cercando sempre il meglio. Per me, ovvio. Sono quella che con una reflex cattura scampoli di mondo, per come io lo vedo. Sono quella che con un filo e un uncinetto rende reale quello che ha in mente. Tanto quanto, con un cacciavite o un martello, cambio quello che ho, rendendolo altro, sistemandolo per le mie esigenze. Sono quella che canta per strada, senza curarmi troppo di chi può sentirmi e di cosa possa pensare. Sono quella che quando legge finisce in mondi lontani, ride, piange e prende posizione. Sono quella che non sa stare senza un foglio di carta e una penna. Anzi, meglio una matita, ben appuntita. Adoro l’odore della carta e della grafite, la sensazione sotto il palmo della mano, la forma delle lettere che compongono le parole, le parole che si susseguono, a volte con una facilità stupefacente. Sono quella che parla con i bambini e gioca con loro. E spesso mi ritrovo una piccola manina nella mia o una “polpetta” seduta sulle gambe, che si poggia addosso e non vuole più lasciarmi. Sono quella che piace alle mamme, chiedono di me ed esternano il loro affetto. Sono quella che dà spunti di riflessione ai suoi amici. Mai consigli, solo domande, spesso scomode e spiazzanti. Sono quella che non sa disegnare ma colora in ogni modo. Non sono fatta per creare spazi, ma per riempirli. E alla fine mi rendo conto che basta che mi dedichi a me stessa. Io sono una forma d’arte. La migliore che conosca.