Un pensiero è solo un pensiero, non può far male. Un ricordo si, se glielo permetti.
Catching Elephant is a theme by Andy Taylor
Ho un tè caldo tra le mani e una giostra di ricordi in testa. Fuori fa freddo. Troppo freddo per uscire, per fare qualcosa che richieda anche il minimo movimento. Fa quasi troppo freddo per respirare. È da quando mi sono svegliata che mi ripeto “no, questo non posso farlo oggi, fa troppo freddo”. Fa freddo anche solo guardando fuori dalla finestra. Alla fine ho dovuto mettere la testa fuori dalla porta. E non fa poi così freddo. È quel freddo che senti subito sulla pelle. Punge il viso e dà i brividi. Ma basterebbe un po’ di movimento, una piccola passeggiata, per non sentirlo più. Come quando andavo a correre. Sempre a mezza manica, estate e inverno. Basta cominciare, poi il gioco è fatto. Tre chilometri di corsa, giusto per iniziare, sono in grado di riscaldare ogni cellula, soprattutto quelle dell’anima. E certe volte l’adrenalina è così tanta che hai l’impressione di poter correre all’infinito, senza fermarti mai. Ma alla fine ti fermi. Un po’ di stretching e poi è ora. È ora di fare sul serio. Ai blocchi di partenza. Sistemi i piedi nelle staffe, con leggeri movimenti della caviglia, su e giù, per sentire i piedi comodi. Le mani vanno quasi automaticamente verso la linea bianca davanti agli occhi. Prima i pollici, poi le altre dita, in quella posizione particolare che permette appoggio e dà un senso di concretezza. Senti la pista sotto le mani, è tua. Un leggero molleggio sulle gambe, per essere sicuri che la posizione sia quella giusta per te. Uno sguardo avanti. Il mondo non esiste già più. Ci sei solo tu, i tuoi muscoli, l’adrenalina e il tuo cuore. E quella manciata di secondi che ti separa dal traguardo. Nella mente un solo pensiero. Saranno i cento metri più veloci della tua vita. Sei il migliore. Pronti, via.