Un pensiero è solo un pensiero, non può far male. Un ricordo si, se glielo permetti.
Catching Elephant is a theme by Andy Taylor

È un giorno come tanti. Il cielo è di quelli piatti, calmi, con morbide nuvole bianche che amplificano i pochi raggi di sole che le oltrepassano. La luce sembra quasi surreale. È un giorno come tanti. Ho molte cose da fare prima che arrivi sera. Sento già la stanchezza che appesantisce il mio corpo. E le preoccupazioni riempiono la mia mente, rendendo tristi e bui i miei pensieri. Sono al mercato, faccio la spesa per il pranzo. Un vociare indistinto riempie le strade. Sui banchi è esposta qualsiasi cosa, in un immutabile disordine. I mercanti chiamano a gran voce, ognuno proponendo la sua merce come migliore. L’aria è piena di odori, mischiati tra loro e spesso indistinguibili. È facile confondersi in questo posto. Un gruppetto di bambini gioca a rincorrersi. Le loro voci concitate riempiono l’aria di gioia e spensieratezza. Penso ai miei bambini, che mi aspettano a casa. Sorrido. Forse prenderò qualcosa per il più piccolo, una sorpresa. Aspetta sempre con trepidazione il mio ritorno a casa. Appena sente i miei passi, lascia i suoi giochi e mi viene incontro, per poi fermarsi a metà strada. Si mette lì e mi scruta. Avrò qualcosa per lui che lo faccia sorridere contento? Oppure tornerà in cortile a giocare senza niente nelle mani? L’espressione è sempre la stessa. Un misto tra attesa e stupore. Rimane fermo, immobile. Ma pronto a correre via. Non mi dà mai l’impressione di essere del tutto fermo. Sembra un piccolo ometto, col visino serio e leggermente imbronciato. Come se aspettasse continuamente una delusione. Ma quando gli sorrido porgendogli un piccolo regalo, l’espressione dei suoi occhi muta. Diventa tutto un sorriso. Gli occhi, le labbra, le guance. Ogni fibra del suo corpo sembra sorridere. Mi riempie il cuore. Il mio piccolo ometto indispettito torna a essere un bambino felice. Il suo sorriso sembra quasi illuminare la cucina buia e spoglia. E io vivo per quel sorriso. Gli prendo una mela e torno a casa.
(Foto di Coqbaroque)