Un pensiero è solo un pensiero, non può far male. Un ricordo sì, se glielo permetti.

 

Colazione

Non ho mai fatto colazione in vita mia. Ora la faccio tutti i giorni, yogurt bianco e cereali. A mezzanotte. Crunch. E tra il muesli e i denti schiaccio il pensiero della giornata appena trascorsa. Cranch. Tra i pezzi di cioccolato e la cremosità amalgamo un po’ di cose successe, ché possano trovare il loro posto nella mia mente. Crunch. Tra un pezzo di frutta secca e un croccante fiocco d’avena mordo un po’ di pensieri tristi e negativi, a volte malinconici. Un altro cucchiaio e un altro pensiero, uno dopo l’altro. Per quel collega che mi ha reso la vita difficile e mi ha fatto incazzare. Per quel lavoro che non so come portare avanti ed è ormai un chiodo fisso. Per quell’amico sempre impegnato che vorrei riuscire a vedere. Per i progetti futuri, a volte così fragili che sembrano non potercela fare. Per le emozioni, a volte così forti da scoppiare, altre così piccole da doverle cercare. Per quello che avrebbe potuto essere e non è stato. Per gli amori incompiuti e i sogni smarriti. Uno dopo l’altro, schiaccio i miei pensieri. Dicono che non si dovrebbe andare a dormire con la pancia piena e pesante. Dicono che faccia male. Ma vuoi mettere andare a dormire con la testa vuota e leggera?

Ricorda solo questo: se un uccellino trasportasse ogni granello di sabbia, uno alla volta, da questa all’altra parte dell’oceano, nel momento in cui li avesse trasportati tutti sull’altra sponda, quello sarebbe solo l’inizio dell’eternità. Perciò soffiati il naso.

Truman Capote “A sangue freddo”

E siccome l’8 marzo è domani e noi siamo antiqualsiasicosa e oddiolefestecomandatechepalle, ma anche ladonnavarispettatatuttiigiorni, cominciamo a rompere il cazzo con l’8 marzo già oggi. Grazie, eh.

Con il vento nel cuore

Ho un bicchiere col fondo bagnato, ché bevo, bevo, bevo e non lo svuoto mai del tutto. Eppure niente è mai abbastanza per placare la mia sete. Guardo le mie cose, quelle che ho fatto e quelle che ho progettato. Sono tutte a metà, fondi d’acqua in bicchieri di vetro. I sogni già sognati e poi accantonati. Quel foglio, con le prime parole scritte a matita e neanche un punto a delinearle. Tutti i miei gomitoli di progetti mai realizzati, colorati, mischiati, ben riposti e mai utilizzati. E per quanto mi sforzi di ordinare, sistemare, portare a termine, ho sempre la sensazione di essere a metà. E so perfettamente dov’è l’altra metà. Come so che basterebbe riprendere la matita in mano per completare le parole sul foglio. Ma la matita l’hai portata via con te. E io ho il vento nel cuore e mi sento sola, spesso. E certi giorni, spesso, mi sento come un fondo d’acqua in un bicchiere di vetro.

Mi manchi. E non so più dirtelo.

Se hai tempo, passa di qua

Se hai tempo, passa di qua. Lascia fuori i pregiudizi e le paure e vieni a fare un giro. Metti la tua mano nella mia e camminiamo di nuovo insieme. Sai, ci sono campi verdi e cieli così azzurri che quasi non ci si crede. Le rose sbocciano e profumano l’aria, neanche fosse maggio. Piccoli sassolini scricchiolano sotto i piedi e, se stai ben attento, puoi vedere le prime, piccole, formiche. L’aria è fresca e riempie le narici di pulito. Ci sono anche pozzi bui e profondi, che non sai mai cosa possa esserci dentro. Anfratti così malandati da far paura, con incubi ad ogni angolo. Ci sono posti in cui la luce, per quanto si sforzi, non riesce ad arrivare. Ci sono macerie e vecchie fortezze ormai in rovina. E i vuoti incolmabili non mancano. Ma c’è anche il vento. Fresco e limpido, scompiglia i capelli e accarezza il viso. Con la sua forza gentile, cerca di portar via tutte le brutture. Piano, un soffio per volta. Se hai tempo, passa di qua. Cammina con me nella mia anima.

Roma, quartiere Garbatella

Roma, quartiere Garbatella

Roma, quartiere Garbatella

Roma, quartiere Garbatella